21.9.11

Into the wild - Cos'è la felicità?

Un ragazzo solo, alla ricerca della felicità. Potrebbe essere raccontato con un'unica frase il quarto film da regista di Sean Penn, "Into the wild". Christopher McCandless è un ragazzo che ha appena terminato gli studi di scienze sociali in una prestigiosa università americana, figlio di un dipendente NASA e di un'impiegata. Stufo di continuare a vivere secondo le regole del modello capitalista e consumista tipico americano, decide di partire da solo per un'avventura che lo porterà nelle terre selvagge - questo il titolo in italiano del film, tratto da un romanzo di Jon Krakauer, "nelle terre estreme" - dell'Alaska. Prima di raggiungere la meta conosce molte persone, lungo il percorso fatto in autostop. Una volta giunto in Alaska vive in un bus, il "Magic Bus", che trova per caso nel Parco Nazionale di Denali.
E' una storia vera, la storia di Christopher McCandless che lascia tutto quello che ha in beneficienza per cercare felicità. Non senza avere in mano la verità sulla storia della sua famiglia. Sarà questa verità a spingerlo a compiere quel viaggio. Il filosofo romano Seneca disse, con una frase che potrebbe essere ripresa per racchiudere tutto il film, "nessuno lontano dalla verità può dirsi felice". Qui in realtà il protagonista si allontana dalla famiglia (nascondendole il fatto che fosse a conoscenza della sua storia) e fugge dalla verità, pensando così di essere felice. Realizzerà che non si può nascondere, a sè stessi e agli altri, la verità e che conseguentemente "la felicità è reale solo se condivisa", riavvicinandosi al pensiero di Seneca. Non è un rimpiangere l'aver deciso di partire da solo all'avventura per guardarsi dentro, ma piuttosto un'esortazione a raggiungere la felicità nel modo più autentico.
Il tema della felicità è centrale nel film e richiama inevitabilmente Lev Tolstoj, autore cui il protagonista è molto affezionato, tanto da portare con sè "La felicità familiare", insieme ad altri testi come "Il richiamo della foresta" di Jack London, principale autore di riferimento per il ragazzo. Tolstoj stesso aveva colto l'importanza della sincerità e della verità, legati necessariamente alla felicità.
Il film ci mostra il persorso di Christopher che, solo al mondo e libero di muoversi, arriva a chiudere un cerchio, aperto cambiando addirittura il suo nome e presentandosi a chi incontra per strada come Alexander Supertramp. Dall'idea di essere libero e felice, dal momento che ha in mano la verità, non si staccherà mai. Aggiungerà un dettaglio non di poco conto che è la condivisione di quel sentirsi felici e della verità stessa, prima di tutto: probabilmente se avesse posto i suoi genitori di fronte al fatto che sapesse tutto della sua famiglia sarebbe stato ugualmente e autenticamente felice. E avrebbe portato verità ai suoi genitori che avrebbero potuto trovare anche la loro felicità.
E' un film che ci lascia soli per 140 minuti davanti ad uno specchio per riuscire a guardarsi dentro e capire se davvero abbiamo conosciuto la verità di tutte le cose e se davvero l'abbiamo condivisa con tutti per essere felici noi e rendere tali tutti quelli che ci circondano. I paesaggi che vengono mostrati nel fim sono mozzafiato e le emozioni che, nel complesso, il film è in grado di suscitare, ci fa tornare cambiati sulla terra per guardarci intorno con occhi diversi.

20.9.11

La sbronza Germania

Come tutti saprete lo scorso 17 Settembre è partito l'Oktoberfest a Monaco di Baviera, in Germania. E' proprio di Germania che volevo parlare. E di birra.
Tutti sapete anche della crisi economica che ci attanaglia e di questo c'è da parlare diffusamente e cercherò di farlo. Intanto cominciamo a valutare che la Germania, l'economia di riferimento dell'area Euro, sta iniziando ad avvertire i suoi primi problemi. Anche lei. I nostri titoli di Stato vengono confrontati con quelli emessi dai tedeschi, il livello delle esportazioni europee dipende da quelle tedesche, ma in qualche modo anche la Germania sembra dover fare i conti con i problemi economici: non si poteva pensare che fosse esente da qualsiasi effetto della crisi in atto, per sempre.
Quale settore poteva dare grane alla Germania se non quello della produzione di birra? Tanto per dare un dato: una pinta di birra all'Oktoberfest di quest'anno costa anche nove euro. Altro dato, più interessante: il consumo di birra in Germania, dal 2008 al 2010 è calato dell'8%. Questo significa anche che la Germania esporterà meno birra nel resto d'Europa e del mondo, non si tratta solo di un dato interno. E visto quanto contano le esportazioni tedesche nell'economia europea e quanto contano la produzione e il consumo di birra in Germania, questo è sicuramente un campanello d'allarme.
L'Oktoberfest non risentirà certamente di questa crisi della birra infatti sono attesi sei milioni di turisti a Monaco e questo gioverà alla stessa economia tedesca, ma passata la sbronza bisogna guardare alla realtà e dovrà farlo anche la Germania.

16.9.11

Post n.0 Benvenuto e patto con i lettori


Salve a tutti e benvenuti sul mio blog. Io sono Davide, qui trovere tutto quello che mi salta in mente di condividere: farò commenti su notizie, piccole "recensioni" di film che mi sono piaciuti, curiosità che trovo sulla rete navigando. Insomma non c'è un tema fisso e questo dovrebbe voler dire essere accessibile per tutti i lettori. E qui scatta la vostra partecipazione. Voglio fare un patto con voi. Seguitemi e commentate dicendomi se il blog vi piace da morire e non potete farne a meno o se è peggio che andar di notte, potete suggerirmi delle curiosità o delle notizie che vi hanno colpito. Questo blog sarà costruito strada facendo. A proposito: accontentatevi di questa grafica per ora, anzi ditemi se vi piace, così magari so che devo cambiarla. Presto troverete anche alcune piccole informazioni su di me e sul blog in generale. Stay tuned, a presto.